Vicino Benevento, nel piccolo borgo di Sant’Arcangelo Trimonte (appena 450 abitanti), nasce Monte Male – Laboratorio di Ricerca per l’Arte Contemporanea: un progetto che, dall’ultima settimana di agosto al 4 dicembre 2026, trasforma il paese in un laboratorio permanente e diffuso di ricerca artistica contemporanea, tra paesaggio, archeologia e una nuova idea di comunità. Il programma prevede residenze, opere site-specific, performance, workshop e arte pubblica, con il coinvolgimento diretto degli abitanti.
Origine e ideazione
Il progetto nasce nell’ambito di Forum Novum – l’Origine dei Borghi, iniziativa finanziata dal PNRR, da una visione condivisa tra l’artista Emanuele Resce (direttore del progetto) e l’architetto Luigi Salierno della Cooperativa SCOOP (coordinatore delle opere), con il sostegno del Comune di Sant’Arcangelo Trimonte e di ATTIVA Cultural Projects. Il nome “Monte Male” recupera l’antica denominazione del borgo, che sorge nei pressi di Forum Novum, importante centro dell’Impero Romano lungo la Via Traiana.
L’obiettivo dichiarato è trasformare progressivamente il piccolo centro beneventano in un luogo di ricerca per l’arte contemporanea, costruendo un rapporto diretto tra produzione artistica, comunità locale e stratificazioni storiche del paesaggio.
Un laboratorio tra archeologia e paesaggio contemporaneo
Il territorio conserva tracce archeologiche di epoche differenti, dalle necropoli alle testimonianze legate alla viabilità romana, in una sovrapposizione che il progetto assume come elemento centrale della propria identità. A questa stratificazione storica si aggiungono le trasformazioni contemporanee del paesaggio: architetture abbandonate, infrastrutture industriali e perfino la discarica locale vengono interpretate come segni di una nuova sedimentazione, una sorta di “Stratigrafia dell’Antropocene” attraverso cui osservare il rapporto tra natura, attività umana e trasformazione del territorio.
Monte Male prende così forma come laboratorio diffuso, più che come semplice spazio espositivo, sviluppando ricerche intorno al post-umano, alla relazione tra biologico e artificiale e alla coesistenza di temporalità differenti (il “non-tempo”).
La residenza “Brillano nella notte” e il forno per l’alluminio
Cuore della prima edizione è la residenza “Brillano nella notte”, in programma dal 20 al 28 agosto e dedicata in particolare alla ricerca plastica, con undici artisti: Laura Bauyard, Nicole Colombo, Virginia Garra, Nicola Ghirardelli, Lorenzo Lunghi, Marta Luna Valpiana, Matthieu Molet, Zeno Nan, Lorenzo Riccio, Enea Toldo e Pietro Vitali. Al centro del percorso c’è la costruzione di un forno per la fusione dell’alluminio, pensato per permettere agli artisti di produrre le opere direttamente in loco. Il gruppo porta a Sant’Arcangelo Trimonte un modello di lavoro condiviso già sperimentato nell’ambito di Dolomiti Contemporanee, basato sulla produzione collettiva e sull’uso diretto di luoghi e materiali.
La realizzazione del forno rappresenta anche il primo passo verso una dotazione laboratoriale permanente: il Comune ha dichiarato l’intenzione di ampliare progressivamente il progetto con nuovi spazi dedicati alla terracotta, alla pittura e ad altre pratiche artistiche.
Un laboratorio comunitario e diffuso
Accanto alle opere site-specific, il progetto prevede il coinvolgimento della cittadinanza attraverso workshop e incontri aperti, oltre a interventi nelle architetture abbandonate del centro storico, trasformate in spazi per installazioni, indagini acustiche e performance. In totale il programma coinvolge circa 25 artisti italiani e internazionali, tra cui Lux Aeterna, Maria Giovanna Abbate, Andrea Bolognino, Leo Decima, Lisa Lurati, Lucas Memmola, Maria Positano, Emma Pidré, Giovanna Russo, Giuseppe Salis, Elisa Schiavina, Elia Strazzacappa e Ambra Viviani.
Un capitolo autonomo è rappresentato da “La Natività”, opera pubblica commissionata dal Comune a Emanuele Resce: l’artista interviene su un mezzo di scavo industriale, mettendolo in relazione con la pietra locale e componenti meccaniche, in una sorta di totem contemporaneo dedicato alla genesi e alla rinascita. L’iconografia sacra viene così riletta attraverso materiali e forme del paesaggio produttivo, mettendo in relazione memoria religiosa, archeologia e trasformazioni recenti del territorio.
Prosecuzione, finissage e prospettive future
Il progetto prosegue fino a dicembre 2026. Il 4 dicembre, in occasione dell’edizione 2026 di Art Days Napoli-Campania, è previsto il finissage con il workshop di Maria Positano, a chiusura della prima edizione di Monte Male.
La prospettiva del progetto guarda però oltre il programma annuale: Monte Male nasce con l’ambizione di consolidarsi come centro di ricerca internazionale per l’arte contemporanea, capace di attrarre artisti e progetti in un territorio segnato al tempo stesso da evidenze archeologiche, spopolamento, trasformazioni ambientali e permanenza di una comunità locale. Un laboratorio in cui il processo creativo è assunto come parte inscindibile dell’opera, e il borgo stesso come materia di ricerca.
Immagini

Fonti: Artribune.com (Caterina Angelucci, 24/08/2026) — Exibart.com (Redazione, 28/08/2026)